Il Registro Telematico del vino.

Se il 2016 si è chiuso con l’approvazione del Testo Unico, il 2017 si apre con l’avvio del Registro Telematico del vino.

Dal 1 gennaio è infatti pienamente operativo e obbligatorio il Registro Telematico del vino. Nelle intenzioni del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, “consentirà di eliminare i registri cartacei, compresi gli adempimenti connessi con la vidimazione”.
A livello nazionale, la telematizzazione riguarda più di 50 mila operatori che sono per il 90 per cento piccoli produttori. Proprio per questo, per consentire alle aziende un adattamento graduale, fino al 30 aprile 2017, in sede di controllo gli operatori potranno giustificare le operazioni non registrate online attraverso documenti cartacei senza essere sanzionati.

Un’entrata in vigore, quella del Registro Telematico del vino, che era stata dilazionata più volte, dopo un rimpallo che si era susseguito da metà maggio, quando, a meno di due mesi dall’entrata in vigore prevista per il 30 di giugno, era arrivato l’altolà di Coldiretti che chiedeva ulteriori verifiche chiedendo una fase di sperimentazione anche in periodo vendemmiale, quello più critico, e la necessità di una connessione internet adeguata. Quest’ultima criticità era stata rilevata qualche settimana prima anche da Matilde Poggi, Presidente Fivi e vicePresidente Cevi, che aveva sottolineato inoltre l’opportunità di una deroga per i produttori sotto i 300 hl e la necessità di una condivisione dei dati raccolti dagli organismi che realizzano i controlli nelle aziende, come previsto dall’art. 6 punto 2.

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-Matilde Poggi-

“Trasparenza e tracciabilità sono le parole chiave di questa operazione che ci rende l’unico Paese al mondo ad avere i dati sulla produzione vinicola in tempo reale grazie al Registro Telematico del vino”  afferma il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina.

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-Maurizio Martina-

Testo Unico del vino e Registro Telematico del vino, intendono aiutare le imprese vinicole a ridurre le 100 giornate di lavoro necessarie ad assolvere le 4mila pagine di normativa inerente il settore. Resta da vedere quanto di questa affermazione riuscirà a diventare reale, risolvendo davvero i problemi del Paese, e quanto rimarrà a livello di dichiarazione. Alcuni dubbi si sono registrati anche di recente, come nel caso della Confagricoltura di Cuneo che segnala come su 70mila aziende a livello nazionale chiamate a testare il sistema in questi mesi, risulta che solo 4mila abbiano effettivamente provato a utilizzare i programmi informatici, riscontrando peraltro notevoli problemi.

Sono obbligate ad avere il registro le persone fisiche e giuridiche e le associazioni che, per l’esercizio della loro attività professionale o per fini commerciali, detengono un prodotto vitivinicolo, ovvero titolari di stabilimenti o depositi che eseguono operazioni per conto di terzi che devono effettuare le registrazioni nel proprio registro telematico, distintamente per ciascun committente, indicando i vasi vinari utilizzati; i titolari di stabilimenti di produzione o imbottigliamento dell’aceto che devono effettuare le registrazioni di carico e scarico e di imbottigliamento; i titolari di stabilimenti che elaborano bevande aromatizzate a base di vino che devono effettuare le registrazioni dei prodotti vitivinicoli introdotti e le successive utilizzazioni/lavorazioni.

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