Mercato Germania

La Germania rimane uno dei maggiori target dell’export enologico italiano.

Ma è anche importante paese produttore, patria di grandissimi bianchi, centro nevralgico del commercio europeo grazie ad una fiera quale ProWein e laboratorio all’avanguardia per quel che riguarda la viticoltura del futuro – basti pensare che la sperimentazione sui vigneti resistenti alle crittogame, i cosiddetti PIWI, sono iniziate nel 1975 proprio nel polo sperimentale di Friburgo.

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– Alte Wache Haus der Badischen Weine Freiburg –

Mercato storico per il vino del Belpaese, dai rossi fino alle bollicine, ha assunto importanza crescente negli ultimi anni per gli spumanti italiani, nella fattispecie il Prosecco, nonostante la concorrenza delle bollicine nazionali, i cosiddetti “sekt”, solitamente prodotti con il metodo Charmat-Martinotti.

Per la Docg del Conegliano Valdobbiadene, la Germania assorbe circa un decimo della produzione, oltre 8 milioni di bottiglie sulle 80 prodotte, per un valore che si aggira sui 30 milioni di euro (dati del Consorzio, dicembre 2015).

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Il consumo procapite tedesco di vino, dal 2008 al 2014, continua a viaggiare sui 20 litri (dati OIV).
Nello specifico, il consumo è stato di 20,7 litri per il vino fermo (incluso vermut e vini aromatici), cui vanno aggiunti altri 3,9 litri pro capite di spumante (dati Deutscher Wein Statistik 2015-2016 redatta dal Deutsches Weininstitut).
Quanto ai canali di vendita, ne emerge la preponderanza del canale off trade, dove si vendono 6.3 miliardi di euro di vino fermo contro soltanto 1 del canale on trade, confermando così una delle peculiarità del mercato tedesco.

 

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Gli ultimi dati resi noti dal Deutsches Weininstitut rivelano come le tendenze stiano cambiando: se la passione per i rossi rimane un punto saldo, i tedeschi dimostrano una sempre maggiore predilezione per i vini bianchi, mentre la moda del rosato appare in contrazione; nel 2015 il consumo totale di vino è, infatti, per il 50% rosso, 40% bianco e 10% rosato.
Nel caso si prendano in considerazione i vini tedeschi, si registrano consumi del 50% per i vini bianchi, 37% per i rossi e 13% per i rosati.
Se il vino continua a fronteggiare la birra, che oggi, col ritorno delle artigianali, ha assunto nuovo vigore, tuttavia il vino si è insinuato tra i giovani e le donne sopra i 30 anni, soprattutto delle classi medie/agiate, e sia uomini che donne, sopra i 55.

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Quanto alla produzione vinicola, le superfici vitate della Germania si estendono oggi su 102 mila ettari di cui 66 mila (65%) dedicati alla coltivazione di uve bianche e 36 mila (35%) dedicati alla coltivazione di uve rosse.
I viticoltori sono 18.700 e la produzione annua ammonta a 9 milioni di ettolitri.

Il vitigno più coltivato è il Riesling (22% circa), seguito da Müller Thurgau (33%) e Spätburgunder (Pinot Nero) (11%).

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La superficie vitata rimane stabile nel tempo, sia in termini assoluti (in 10 anni l’incremento è stato di 500 ettari) che come suddivisione zona per zona, seppure con una crescita del Riesling (+2800 ettari), di Pinot Bianco e Pinot Grigio (complessivamente +3400 ettari), con quest’ultimo fortemente richiesto dal mercato US, mentre il Müller Thurgau perde 1600 ettari (dati I numeri del vino).

Gli US rimangono il mercato principale della Germania, seguiti dai Paesi Bassi (che hanno un peso considerevole soprattutto in merito al valore, con un bel 12%), Gran Bretagna, Norvegia,Cina e Polonia.

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