Gusto femminile e gusto maschile

Esiste davvero questa discriminante o piuttosto l’unica vera differenza è tra palato “educato” e non?

La domanda sorge spontanea imbattendosi in concorsi enologici con soli giudici donna, come il Concorso spagnolo Vino Y Mujer, quello argentino La Mujer Elige – organizzato oltre vent’anni fa per volontà del compianto Raul Castellani – o il francese Feminalise che andrà in scena a breve a Beaune.

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Quali le motivazioni per creare concorsi con solo giurate donne?
Raul Castellani, fra le figure che hanno modellato l’enologia argentina, mi raccontava in occasione dell’annuale ritrovo alla Finger Lakes International Wine Competition, che con La Mujer Elige aveva voluto ufficializzare l’impegno che le donne svolgevano e svolgono in enologia ma che vent’anni fa veniva ancora passato sotto silenzio.
Martin Didier, organizzatore di Feminalise, è partito invece dall’impatto che le donne hanno sul mercato del consumo: ad acquistare il vino sono soprattutto loro, incaricate della spesa casalinga. Le donne sono responsabili dell’acquisto di vino per l’83% in US, dell’80% in UK, 70% in Francia, 60% in Svizzera, 57% in Australia (dati Feminalise su base dati Vinexpo, Survey/IWSR/beverage dynamics, Vinsetsociété, MyVitibox, Ipsos e US WineMarketCouncil).

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L’associazione francese – il cui concorso l’anno scorso ha visto ben 4 mila vini assaggiati da 600 degustatrici provenienti da tutto il mondo – ha portato avanti un’indagine anche sui vini bevuti dalle donne. Contrariamente all’opinione che vorrebbe le donne consumatrici di soli vini bianchi con un altro grado zuccherino, è emerso che in Europa e America esse bevano per lo più vino rosso (57%), seguito da vino bianco (30%) e rosato (13%) mentre le donne in Asia preferiscono il vino rosso nel 70% dei casi, forti anche di una salda tradizione di importazione francese, bordolese in primis.

 

Colpiscono anche le indagini sui motivi di scelta di un vino fra uomo e donna: se l’uomo appare più attento al marchio e al prezzo, la donna sceglie il vino in base all’uvaggio, alla regione di provenienza e all’abbinamento col cibo.

E se la predisposizione ad individuare il ventaglio organolettico di un vino da parte delle donne sembra più sviluppato rispetto agli uomini – probabilmente per motivi culturali di educazione (e non fisici di genere), legato alla familiarità con i profumi – anche nella conoscenza specifica del vino le donne stanno facendo passi avanti.

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Nel caso della memoria olfattiva le ricerche sono tuttora aperte: due professori del Culinary Institute of America in Napa Valley, Christie Default e Robert Bath che hanno insegnato a migliaia di studenti, confermano che le donne riescono ad assimilare più velocemente le caratteristiche dei vari vini. A livello gustativo, ricerche condotte a Yale hanno dimostrato che solo un numero ristretto di persone possiede un numero particolarmente alto di papille gustative e se per gli uomini la percentuale è del 15%, per le donne si aggira sul 35% del campione. Ulteriori dati relativi allo stesso studio suggeriscono che gli uomini tendono a categorizzare il vino usando l’emisfero sinistro, mentre le donne utilizzano quello destro, sede della creatività.

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Quanto al divario di conoscenza, esso si sta riducendo grazie ad una sempre maggiore presenza delle donne lungo tutta la catena vinicola: dalla produzione, sino alla vendita e al servizio. I dati dicono che il 30% delle aziende vitivinicole italiane è condotto da donne e sempre crescente è il numero delle sommelier donne (a Roma l’AIS registra un 50% costante di presenza femminile ai corsi) cui si aggiungono associazioni come le Donne del Vino e le Donne della Vite, che radunano le professioniste del vino.

donne-della-vite-progetto-vino-paesaggio-appuntamento-al-buio-vinitaly-2016

Qualche consiglio di lettura sul tema:

http://www.npr.org/sections/thesalt/2015/08/31/427735692/are-women-better-tasters-than-men
http://socialvignerons.com/2016/12/08/women-and-wine-lets-shrug-off-dusty-cliches/
http://www.nature.com/articles/nn803.epdf

Una particolare menzione a Marilisa Allegrini, la prima donna italiana a conquistare la copertina di Wine Spectator, la rivista del vino più diffusa e influente al mondo.
Il numero di Aprile 2017 la vede protagonista della cover story con il titolo:
“Italy’s Allegrini – A family saga leads to great wines”.

Per l’intervista a Marilisa Allegrini, qui il link.

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