Wine trend 2018

 

Lungi dall’essere statico, il mondo del vino è in continua evoluzione, con cambiamenti sia interni che esterni che ne plasmano l’identità, talvolta in maniera repentina.
Chi, anche solo dieci anni fa, avrebbe pensato che il termine Prosecco sarebbe diventato sinonimo di bollicine, erodendo il primato del ben più celebre Champagne?
O che si sarebbe prodotto “vino” blu o senza alcol?

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A questi mutamenti interni si affiancano fattori anche di natura esterna, come il cambiamento climatico o l’arrivo a velocità più sostenute rispetto ad un tempo – causate dagli scambi sempre più intensi e rapidi con le altre zone del mondo – di nuovi patogeni, come ad esempio la Drosophila Suzuki o l’Halyomorpha halys, la cosiddetta cimice asiatica.

insetti
Il cambiamento climatico e la carenza idrica.
A pensare che il cambiamento climatico inciderà in maniera notevole sulla produzione vinicola mondiale è oltre il 96% dei 1285 esperti intervistati da Robert Joseph – fra le voci più autorevoli a livello mondiale – che in un suo nuovo lavoro per Meininger ha cercato di capire come cambierà il mondo vitivinicolo ed enologico nei prossimi 25 anni. “I cambiamenti climatici incideranno su quali varietà cresceranno bene e su cosa le persone potranno permettersi” ha sintetizzato uno degli intervistati.

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– Robert Joseph –

Il 61% del campione pensa che gli effetti del cambiamento climatico saranno molto più impattanti rispetto ad oggi e ben l’86% è preoccupato dalla crescente carenza di acqua, che porterà – almeno così la pensano tre quarti degli intervistati – a introdurre nuove forme di irrigazione.
Un tema, quello della gestione dell’acqua, che è stato sollevato anche al Sustainable Winegrowing Summit organizzato dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella lo scorso febbraio a Verona con una decina di altre associazioni internazionali impegnate sul fronte della sostenibilità.

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– Sustainabe Winegrowing Summit 2018 –


Willi Klinger
dell’Austrian Wine Marketing Board ha sottolineato come le colture cerealicole abbiano fortemente sofferto la mancanza idrica degli ultimi anni, mentre Steve Lohr della California Sustainable Winegrowing Alliance ha evidenziato come le loro aziende associate dal 2004 al 2017 abbiano ridotto il consumo di acqua necessario per la produzione di un litro di vino da 3,5 a 1,3 litri – solitamente ne servono 6-7.

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– Willi Klinger, Steve Lohr –


El Niño.
Se il cambiamento climatico fa fatica ad essere provato sulla corta distanza – dando qualche chance ai negazionisti del governo Trump – gli effetti di fenomeni come El Niño sono invece facilmente visibili ed economicamente tangibili.
El Niño, causato dal riscaldamento delle acque superficiali nella zona tropicale orientale dell’Oceano Pacifico, ha fatto sì che la 2016 fosse piovosa e fredda per i Paesi dell’America del Sud con gelate e piogge che hanno intaccato germogliamento, fioritura e maturazione delle uve.
Ad essere colpite, come riportato da The Drink Business, sono stati soprattutto Argentina e Cile, con l’Argentina che ha registrato un calo della produzione del 25% in volume con picchi del 55% in zone come l’UCO Valley.

 

Uco Valley
– Uco valley, Mendoza_Argentina –

Un dato che andrà ad incidere in maniera importante sul costo dello sfuso proveniente da quei Paesi, con i prezzi in sensibile aumento rispetto agli anni precedenti, rilevano le analisi di Majestic, il più grande rivenditore inglese di vini.

 

Bibite a basso contenuto alcolico.
Secondo Robert Joseph, il 56% degli intervistati, consumatori per il vino tradizionale, si avvisa una minaccia sempre più da vino a basso grado alcolico e “vino” senza alcol.
E il “vino” blu?
Cosa avrà pensato la commissione di giudici che lo scorso anno al Mundus Vini si è vista arrivare un vino blu?

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Possiamo del resto definire “wine” un prodotto senza alcol?

Fiona Beckett, storica firma del vino The Guardian ribadisce che il “vino per definizione prevede una percentuale di alcol”, riportando in uso articolo dello scorso novembre, il forte successo che il vino a bassa gradazione sta incontrato nelle maggiori catene di supermercati inglesi, da TESCO a Marks & Spencer.

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– Fiona Beckett –

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Queste tendenze lasciano trasparire come i consumatori odierni, soprattutto i Millennial, siano portati per inclinazione alla sperimentazione, non solo di diversi tipi di vino, stili e zone produttive“, lo ha sottolineato anche Adam Teeter di VinePair, all’ultima edizione di Wine2Wine – “ma anche nei confronti di prodotti ibridi, insoliti, che escono dalle tradizionali categorie”.

 

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– Adam Teeter –

Il Blue Wine è solo un caso di questa disponibilità del consumatore odierno, seppure amplificato dalla popolarità che ha trovato su Instagram.
Proprio questo canale ha sdoganato il colore rosa – basti pensare all’account Instagram Yes Way Rosè – con quello che ne consegue per i Rosè,

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che sono diventati prodotti attraenti non solo per il pubblico femminile ma anche per quello maschile, tanto da lanciare il consumo del Brosè.

brose
– https://www.gq.com/story/brose-pink-wine-for-men –

 

 

cover post
– immagine del post – 

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